Parte dalla prigione un nuovo viaggio

Le nostre attenzioni per chi vive in prigione continuano. Dopo l’installazione al Salone 2018 e la ristrutturazione di una cella demo a San Vittore, il progetto Stanze Sospese – design sociale di arredi in materiali riciclati realizzati per le celle dei carceri – approda in Triennale.

 

Il progetto Stanze Sospese è  stato invitato in Triennale dagli Amici della Nave, associazione di sostegno al reparto di trattamento avanzato per la cura e il recupero dei detenuti affetti da dipendenze e da Nanni Fontana, fotografo che ha passato due anni all’interno del reparto, realizzando una mostra fotografica dal titolo “In transito. Un porto a San Vittore”.
La mostra, inserita nell’ambito della rassegna “Ti Porto in prigione” organizzata dall’associazione Amici della Nave, inaugura il 13 dicembre alle ore 18 nella sala Impluvium della Triennale di Milano.

Pubblichiamo qui il folto programma della rassegna.

Ti Porto in prigione è una rassegna complessa che mostra il carcere com’è ma soprattutto come potrebbe essere: San Vittore e i suoi “residenti” approdano alla Triennale di Milano e nello stesso tempo l’istituto di piazza Filangieri apre le porte alla città.
L’intento è raccontare il reparto di trattamento avanzato, La Nave, dove da sedici anni si curano i detenuti con problemi di dipendenza e mostrare che un “altro modo” di intendere la pena è  possibile.

Una sala della mostra è dedicata al progetto Stanze Sospese, dove un’esposizione multimediale racconta la storia del progetto e lo stato di avanzamento della proposta di design sociale realizzato in materiali di riciclo.
Il video realizzato da Stanze sospese racconta, in parallelo, le attività che si svolgono quotidianamente in carcere – riposare, mangiare, studiare – all’interno della cella pilota riprogettata dal team di designer e in una camera di pernottamento attuale.
Eufemisticamente chiamate “camere di pernottamento” le celle devono per legge garantire ad ogni detenuto una superficie libera di 3 mq. Gli arredi ammessi sono il letto, uno sgabello, un armadietto appeso e un tavolino. Una cella di 9 mq. quindi può “ospitare” due detenuti, ma in che modo? Quali arredi fornisce? E quale è il margine di miglioramento che un progetto di redesign di queste attrezzature può realizzare?
La cella demo installata prima al Siam per il Fuorisalone e oggi al IV raggio di San Vittore mostra uno spazio organizzato in modo più razionale, arredi più funzionali e personalizzabili, materiali solidi e robusti per un’utenza “in transito”,  dimostrando che il design può contribuire a rendere la pena un momento di riscatto.
La camera di pernottamento così ripensata è un luogo in cui è possibile svolgere attività volte al recupero, come lo studio o il piccolo artigianato.
Ecco cosa hanno studiato i giovani designer del team Stanze Sospese per arredarla e lasciare i 6 mq. di pavimentazione libera.
– Una seggiola che ha un piccolo tavolo integrato e che, affiancata a un’altra, offre facilmente momenti sociali.
– Una barra multifunzionale che è al tempo stesso contenitore, mensola e appendiabiti.
– Un mobile che, posto in verticale contiene vestiti e oggetti personali, montato in orizzontale crea lo spazio giusto per cucinare e riporre i piatti.
– Un letto a castello sfalsato, che offre una comoda seduta al piano basso e un comodino integrato nella struttura, arricchita da ripiani per riporre le proprie cose.

 

 

 

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